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EQUILIBRIO TRA UOMO ENATURA

15 febbraio 2006

Lettera al direttore del Sole 24 ore
Energia, contro la crisi investire sulla ricerca

da "Il Sole 24 ore", 27 Gennaio 2006

Caro direttore,
Fra i prezzi del petrolio che crescono e i rifornimenti di gas che calano, il nostro già precario equilibrio energetico sembra essere messo a dura prova.

Per anni i paesi europei si sono rifiutati di mettere in atto la proposta della Commissione, volta a costruire una comune politica energetica nei confronti della Russia. Ora si chiede in modo insistente che l’Europa intervenga.

Oggi come ieri penso che questo intervento sia necessario ma oggi, ancora più di ieri, penso che sia altamente improbabile.

Dobbiamo perciò con urgenza provvedere ad una politica energetica italiana (lo vogliamo chiamare piano energetico ambientale) capace di raggiungere con la collaborazione delle istituzioni locali, tutti i nostri obiettivi nazionali di sicurezza degli approvvigionamenti, di competitività dei costi e di rispetto dell’ambiente, con una rigorosa applicazione del Protocollo di Kyoto, avendo ben presente che l’alto costo dell’energia sarà una costante del nostro futuro.

Negli scorsi decenni abbiamo puntato tutto sul gas ma abbiamo limitato troppo il numero dei fornitori.

I grandi tubi dall’Algeria, dalla Russia, dalla Libia e dal Nord Europa
non ci danno garanzie sufficienti di quantità e di continuità.

Per questo motivo bisogna puntare a nuovi gasdotti ma, soprattutto, a terminali per la rigassificazione del gas liquefatto, che può essere importato da qualsiasi parte del mondo e non solo dai paesi legati a noi con un tubo.

Gli impianti di gassificazione sono semplici, non producono alcun pericolo ambientale e di sicurezza e, in più, producono una enorme quantità di freddo, che può essere utilizzata per promuovere lo sviluppo di una nuova industria alimentare nel Mezzogiorno.

Si stanno in secondo luogo sviluppando tecnologie che, seppure limitate ai grandi impianti termoelettrici, possono permettere di utilizzare il carbone in modo ecologicamente compatibile, dalla gassificazione alla rimozione del biossido di carbonio.

Ma vi è ancora molto da fare nel campo del miglioramento dell’efficienza della produzione di energia elettrica (pari ad almeno il 10% degli attuali consumi) grazie ad un forte programma di ammodernamento degli impianti esistenti, alla generazione distribuita e alla cogenerazione.

Anche in questo caso bisogna fare in fretta.

Sul nucleare non vi sono invece ancora novità (riguardo alla sicurezza e al trattamento delle scorie) che giustifichino la costruzione di nuove centrali.

Se si prendono in considerazione tutti i fattori di costo, inclusi quelli per lo smaltimento e la messa in sicurezza delle scorie e quelli per lo smantellamento delle centrali a fine vita, il nucleare non solo ha costi reali molto alti, ma anche e soprattutto molto incerti.

In questo campo si deve però riprendere con forza la ricerca, perché un paese come l’Italia non può rinunciare a pensare anche ad un futuro in cui è possibile che l’energia nucleare abbia un ruolo molto importante.

Un alto costo dell’energia rende possibile (ed io aggiungo obbligatorio) percorrere con grande impiego di mezzi nuove strade nel campo del risparmio energetico, delle energie rinnovabili e della promozione dell’innovazione tecnologica.

Sul risparmio energetico si deve immediatamente procedere ad un programma simile a quello che il governo da me presieduto ha organizzato riguardo al restauro del patrimonio edilizio.

L’isolamento termico degli edifici, l’illuminazione a basso consumo, l’installazione di pannelli solari, vanno promossi con misure che operino dal lato della domanda (cioè dei consumatori) come dal lato dell’offerta (cioè delle imprese produttrici e di installazione).

Non è facile quantificare la potenzialità di questo risparmio anche se, prendendo i parametri del Secondo Libro Verde della Commissione Europea, si può risparmiare in tempi brevi almeno il 20% degli attuali consumi energetici, creando più di 100.000 nuovi posti di lavoro nei settori industriali collegati.

Un grande paese non può naturalmente limitare il suo sforzo innovativo al risparmio energetico, ma deve produrre innovazione cooperando con gli altri paesi verso nuovi sistemi di motorizzazione per i mezzi di trasporto su gomma e verso un nuovo riequilibrio delle modalità di trasporto a favore della ferrovia, del cabotaggio e del trasporto collettivo.

Resta infine il grande capitolo delle energie rinnovabili: qui siamo in buona posizione nell’idroelettrica ( le cui possibilità di sviluppo sono tuttavia ormai limitate), ma siamo davvero in grandissimo ritardo nelle “nuove” fonti rinnovabili come l’eolico, le biomasse e il solare nelle sue varie forme e il geotermico.

Con robusta incentivazione e con un forte contributo di ricerca, le energie rinnovabili potranno giungere, nel 2011, al 25% della produzione dell’energia elettrica nazionale.

Questa è la nostra strategia nel settore energetico, una strategia il cui successo è condizionato da un grande (anzi grandissimo) impegno nella ricerca.

INVESTIREMO nelle celle a combustibile, nella produzione e distribuzione di idrogeno, nella nanotecnologia, nel solare, nelle biomasse, nella geotermia, nelle gassificazione del carbone e nel sequestro di anidride carbonica.

I siti dove si produce o si trasforma energia potranno ospitare gli impianti pilota per soluzioni avanzate ed offrire condizioni che aiutino la localizzazione delle imprese interessate ai nuovi sviluppi industriali.

Queste sono le linee semplici di una politica energetica realistica e ambiziosa verso cui si dovranno indirizzare ingenti risorse finanziarie e di innovazione.

Risorse che verranno più che recuperate dagli enormi risparmi e di aumentata efficienza che questa politica rivolta al futuro non mancherà di produrre.

In questo quadro di cambiamento non possono essere dimenticati la necessità di una ricerca del consenso locale e i diritti del consumatore. E’ perciò urgente restituire all’autorità garante per il gas e l’energia elettrica la pienezza dei suoi poteri originari, intaccata negli ultimi cinque anni sia da leggi sbagliate che dalla gestione della stessa autorità ancora priva di tre tra i suoi cinque membri
Ed è questa un’ennesima dimostrazione di quanto la politica energetica sia stata trascurata e di quanto forte e rapida deve essere l’azione di rilanci
o.

Romano Prodi

9 Comments:

Blogger fuocoamare said...

Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo intervento di Prodi, sicuramente dalla sua parte (almeno nel pensiero) esiste un certo tipo di politica energetica. Mi lascia un po' perplesso il fatto che si parli ancora di carbone e di nucleare.

mer feb 15, 11:53:00 AM 2006  
Blogger Ciunciun said...

Ho assistito ad uno spettacolo di Beppe Grillo. Il Beppe ha riferito di aver contattato Prodi per suggerirgli di consultare Maurizio Pallante (esperto di risparmio energetico e fondatore del movimento della decrescita felice) per realizzare il programma energetico... MAGARI LO HA FATTO VERAMENTE!

mer feb 15, 09:15:00 PM 2006  
Blogger H2HOT said...

PENSO CHE UNA SOLA SIA LA COSA SU CUI POTER riprendere Prodi ed è la comunicazione verbale....
potrebbe e dovrebbe migliore.
Al giorno d'oggi è fondamentale per arrivare al target.

sullo lettera per FERRUCCIO
nulla da dire !!!!

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